| 23 Ottobre 2007
Come sarà venuto fuori il vocabolo "parlamentare" per indicare il rappresentante del popolo eletto alla camera o al senato? Parla-mente-are, una persona che quando parla dice le bugie. Ma chi mente non è anche ladro?
Come mai tanta frenesia e tante lotte per conquistare un seggio da parlamentare? Non sarà forse perché la magistratura per acquisire come prova un'intercettazione telefonica su un presunto reo, a colloquio con un parlamentare, deve avere il benestare del politico, cioè del compare di merenda? O che indagare su un politico equivale ad offendere le istituzioni, facendo rischiare al pubblico ministero inquirente la carriera ed il posto?
Le gerarchie della chiesa cattolica e, di conseguenza, i fedeli sono schierate a "difesa della vita". Nell'aborto perché il feto è vita che si sviluppa. Nell'eutanasia perché non è lecito decidere il giorno della propria morte. Contro la fine dell'accanimento terapeutico perché l'essere deve rimanere in vita anche se sotto l'aspetto unicamente vegetativo. Ma non è che, forse, le gerarchie cattoliche hanno paura di morire andando così contro la stessa dottrina che predicano: l'esistenza dell'aldilà, cioè dello spirito? Viene il dubbio che non credono all'anima (futuro metafisico) se sono così attaccati al corpo (presente e vivo).
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