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disegno dello stadio iniziale della pangea

Per chi ancora non se ne fosse accorto, lo ripetiamo: il mondo sta cambiando. Gli inizi del secolo scorso erano molto diversi da oggi così come alla fine del presente secolo il panorama si presenterà assai diverso da come lo stiamo vedendo. I confini politici del Novecento vedevano due stati egemoni (la Gran Bretagna e la Francia) e uno traballante (l'austro-ungarico), abbiamo avuto l'astro fuggente dell'Urss, ci stiamo avviando al ridimensionamento del potere degli Usa, ma soprattutto vedremo l'avanzata di Cina e India. Un nero o un cinese agli inizi del secolo scorso, a Frosinone come a Gallarate, erano oggetto di curiosità (soggetti da baraccone): ora sono gli immigrati da arrestare e respingere al loro paese. Il tram a cavalli è stato sostituito dai treni ad alta velocità (che non garantiscono l'arrivo in orario); la penna, l'inchiostro e il calamaio hanno lasciato il posto alla tastiera (che risulta inutile al primo blackout di corrente); la fragranza del pane uscito dal forno a legna e i pomodori del contadino li assaporiamo ormai attraverso i racconti dell'epoca.

I partiti politici non esistono più: al loro posto abbiamo delle botteghe che sono gestite da valvassori che hanno l'aspettativa di essere nominati parlamentari dal principe in cambio dei servizietti resi. Nei vecchi partiti c'erano le correnti e si litigava per scalare l'organigramma, così come nei secoli scorsi i valvassori subivano angherie dai vassalli ma si rifacevano sui valvassini. L'andazzo è internazionale: negli Usa solo due partiti sono in grado di contendersi il potere ed entrambi non sono dei veri e propri partiti ma coalizioni di magnati che gestiscono l'organizzazione tramandandosi di padre in figlio il controllo dei delegati (così come ai re subentrano i figli); il delegato è una specie di bottegaio che riceve gli elettori e svolge le pratiche rispondendo alle istanze (come i nostri patronati), mentre le caste che si tramandano il potere svolgono la vera politica che altro non è che il governo dell'economia, cioè degli affari.

disegno dello stadio finale della pangea

La giustizia una volta era prerogativa del potente di turno che poteva comminare la pena o la grazia a suo piacimento, tanto che esisteva il diritto della prima notte di nozze riservata al signorotto locale e, nei tempi moderni, il ministero si appellava come "grazia e giustizia", un potere oggi limitato al ministro e al capo dello Stato. La Rivoluzione francese aveva un poco smosso le acque ma in sostanza, attraverso nomine e promozioni, la giustizia è sempre stata appannaggio del potere esecutivo, cioè dei governi di turno anche se in lotta con quei giudici rivoluzionari che tendono ad erigersi a giustizieri. In ogni caso, la giustizia è come ai tempi dei Renzo e Lucia di manzoniana memoria: non è fatta per proteggere i poveri dalle angherie dei lestofanti. Ora la legge è amministrata in nome del popolo, c'è scritto nelle aule alle spalle del giudice. Un effetto del mondo che cambia: arriveremo a fine secolo a vedere la giustizia amministrata secondo verità e coscienza?

Il mondo sta cambiando. Le guerre mondiali sono sostituite da piccole guerre contro questa o quella nazione o addirittura provincia o etnia. L'elevazione sociale non avviene più come concessione del padrone ma, in nome della democrazia, attraverso l'elusione e l'abbattimento delle regole e delle leggi. Ci si inventa di tutto (affari immobiliari, vacanze da sogno, società inesistenti, polizze assicurative ecc.) per poter togliere agli altri ciò che piace di più (denaro, aziende, beni): nel medioevo si occupavano le terre, in epoca moderna si spogliavano le colonie, nel secolo scorso era sufficiente lo spirito avventuroso.

Insomma, tutto cambia, oppure no? Muta solo l'immagine del mondo o anche la realtà del vissuto?

- Nelle immagini la Pangea (l'unico immenso continente nel quale erano riunite tutte le terre emerse duecento milioni di anni fa) in due ipotizzati momenti della sua trasformazione nell'odierna Terra

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