| 19 Ottobre 2008
Secondo l'ultimo censimento della Caritas gli italiani residenti all'estero sono quattro milioni, di cui due milioni di giovani perlopiù laureati. Dal calcolo sono esclusi gli italiani emigrati stabilmente all'estero. E' la risposta alla mancanza di sbocchi occupazionali nel nostro paese, che sta sempre più indietreggiando economicamente, industrialmente e culturalmente. Tale fenomeno i demodoxaloghi lo avevano intravisto e annunciato più di ventitrè anni fa, ricorrendo al metodo inde (si veda il nosto corso) che - sulla scorta della media della tendenza dei dati presenti e passati - ipotizza i trend futuri. Da Lineamenti di Sociologia dell'emigrazione (Istituto bibliografico Napoleone, Roma, 1987) riportiamo quanto segue.
Ma a fronte di un società che invecchia noi sappiamo, per la teoria di Carroll Quigley, che i popoli confinanti la invaderanno. Quindi assisteremo a immigrazioni dal terzo mondo verso i paesi industrializzati e la fuga degli specializzati, dei cervelli, di chi avrà stimoli ed iniziative verso i paesi al vertice dell'economia e della politica, cioè verso i paesi produttori di tecnologie, perchè saranno in grado di ben remunerare gli specialisti più di quanto possa loro offrire il paese natio. [...] Lo stesso faranno i lavoratori provenienti dal Terzo mondo rimpiazzando i posti meno remunerativi e più faticosi lasciati vacanti dalla popolazione occidentale ma anche quelli richiedenti una maggiore scolasticità. [...] Aumenta, inoltre, anche il numero degli immigrati dal terzo mondo che pensano di stabilirsi permanentemente all'estero. [pag. 53, relazione svolta il 9 novembre 1986 al seminario internazionale di Berna, Svizzera]
Nella società post-industriale, a causa dell'aumentato divario fra ricchi e poveri (di idee da offrire), predomineranno tre aspetti di migrazioni:
- quelle provenienti dai paesi del Terzo mondo, con lavoratori che andranno ad occupare i posti più pesanti e dequalificati;
- quelle interne allo stato, con lavoratori dequalificati e poco assistiti in cerca di opportunità verso le zone industrializzate;
- quelle internazionali, di tecnici e specializzati che si stabiliranno nei paesi produttori di alta tecnologia. [pag. 37 del capitolo "Il futuro dell'emigrazione nella società post-industriale"]
La pubblicazione, ormai esaurita, è disponibile presso la biblioteca nazionale centrale a Roma, la biblioteca comunale di Massa ed è in vendita online da Unilibro.
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