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L'anno scorso la televisione ha mandato in onda show di illustri e notissimi parlamentari che si sono prestati per la campagna in favore dell'educazione stradale: rispettare i limiti di velocità, non guidare in stato di ebbrezza o sotto l'effetto delle droghe. A parte il fatto che quel tipo di messaggi non ha indotto gli automobilisti a essere virtuosi (occorrono visioni violente che facciano riflettere) non è l'esortazione di un politico o di un attore che induce chi guida a rispettare il codice stradale. In proposito, con l'effemeride "Da quale pulpito" sostenemmo:

"Tutti i politici che abbiamo visto in tv, così seriosi nell'impartire l'esortazione alla buona guida stradale, viaggiano in auto con autista e scorta a sirene spiegate infrangendo i limiti di velocità e spesso anche qualche altra norma del codice. E' come se un noto ladro apparisse in tv e ci esortasse a non rubare! Una società si amministra anche e soprattutto con l'esempio proveniente dagli amministratori: quando vedremo i nostri politici in autobus, come quelli dell'Europa centrale o il re di Svezia? Gli esempi che ci danno i nostri sono di tutt'altra specie, basta leggere La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: poi si lamentano se c'è la tendenza ad evadere il fisco, se prospera la mafia e se i furbetti del quartierino nascono come funghi."

In molti altri paesi europei non esiste l'ora di religione, come da noi sin dalle elementari, ma l'educazione stradale, civica e del consumatore, per cui si vedono bimbi di sei anni che con una mantellina indosso, e sotto lo sguardo vigile del poliziotto, dirigono a turno il traffico stradale fieri della loro opera; o bimbe che vanno al supermercato per imparare dalla maestra come si scelgono le merci sugli scaffali.

Questa è educazione: esempi che restano per la vita e che saranno di grande utilità ai giovani quando entreranno nel mondo degli adulti.

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