| 01 Aprile 2009
I partiti discutono su quale sia lo schieramento che più sforna proposte per risolvere la crisi e aiutare famiglie e aziende. Il governo ha delle risorse molto esigue, insufficienti per tutte le esigenze di welfare e credito. Le banche tengono i cordoni della borsa ben stretti: se chi chiede un prestito o un mutuo non ha da offrire in garanzia beni per un importo triplicato rispetto alla richiesta può anche rivolgersi agli strozzini, alla faccia della tanto sbandierata etica bancaria. Ma se una famiglia o un'azienda seria (cioè non dedita alle speculazioni e impegnata a produrre e commercializzare) avessero il capitale richiesto dalla banca, farebbero molto volentieri a meno di varcare la soglia dell'istituto di credito!
Come risolvere la situazione? Con il contributo di solidarietà, la tassa di Robin Hood: prelevare ai ricchi per dare ai poveri... Sembrerebbe facile, ma è qui che nascono i distinguo, le precisazioni, gli abbellimenti e i rinvii per ulteriori riflessioni. Come al solito i partiti non sono d'accordo, e ognuno ha un'idea migliore dell'altro da vagliare e tradurre in legge. Alle calende greche, cioè in una imprecisato futuro che resta più un auspicio che una concreta realizzazione.
Stando così le cose, noi abbiamo una proposta che troverà l'accordo di tutti i politici. Stabilito che la solidarietà è un impegno sociale al quale nessuno può moralmente sottrarsi e che non può essere rivolta solo a determinate categorie (quelle che hanno un politico che ne sostiene le ragioni), auspichiamo un contributo di solidarietà una tantum finalizzato a trovare quella somma di denaro necessaria e sufficiente per far fronte alla richiesta di credito da parte delle aziende. Solidarietà non solo verso i poveri ma anche per gli imprenditori. Come? Prelevando un contributo del 10% (e se serve anche di più) ai lavoratori e ai pensionati con redditi inferiori ai trentamila euro l'anno. Questo sì che sarebbe un forte esempio di solidarietà: dei poveri verso i ricchi. O no?
RIPRODUZIONE VIETATA © Some
Rights Reserved. Nelle citazioni indicare sempre: autore, "titolo", link (www.opinionepubblica.com), data di pubblicazione. Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo" versione 3.0 (Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported). La copia integrale, o quasi integrale, dei testi e delle immagini - soprattutto senza una corretta citazione della fonte - è deplorevole e comunque illegale: se si desidera riportare l'intero testo e le eventuali immagini, inserire piuttosto un collegamento alla pagina dell'articolo. Altri dettagli legali in Info e crediti. Per segnalazioni e commenti utilizzare il modulo contatti. Grazie.

