| 13 Giugno 2009
Felix A. Morlion sosteneva che l'uomo è fondamentalmente buono e portato al bene. Di conseguenza spera e cerca sempre il meglio, in ogni cosa: nella promozione se studente; negli affari se imprenditore; nella vittoria della squadra di calcio di cui è tifoso; nei provvedimenti del governo; nell'amnistia se ha commesso qualche peccatuccio; in una facile carriera sul lavoro; nell'amore e così via.
L'uomo ha la speranza e si augura che quello che verrà sia migliore del presente. E per appagare questo desiderio, specie nei momenti di crisi (amorosa, lavorativa, esistenziale ecc.), l'umanità si rivolge ai fabbricanti dei sogni, che hanno il compito di consolarci e prospettarci un futuro ottimo. In tutte le cosiddette società evolute o civilizzate (come si suol dire) l'abbondanza di maghi, cartomanti, indovini e altri ciarlatani del genere conferma che i clienti sono tanti e gli affari prosperano. Nello scorso secolo il dissacrante scrittore Pitigrilli (Dino Segre), a proposito dei fabbricanti di sogni, nel libro Lezioni d'amore (Sonzogno, 1948) ha tracciato un quadro paradossale ma veritiero nelle motivazioni, dei rapporti tra clienti e professionisti delle illusioni, che riportiamo parzialmente:
Le persone che riceve sono una ventina al giorno, in media, ma spedisce ogni sera trecento lettere. Detta le risposte agli stenografi. L'ufficio, di quattro stanze, ha dovuto essere ingrandito [...] ha diviso in caselle di scaffali ciò che si direbbe meno incasellabile, i casi umani, e a ogni caso che gli si prospetta, egli dice ai suoi impiegati una lettera dell'alfabeto o un numero. A ogni lettera, a ogni numero, corrispondono tre o quattro pagine, tirate al ciclostyle, sull'amore, sulla gelosia, sulle lettere anonime, sul divorzio. I suoi segretari scrivono in testa alla prima pagina di queste lettere fisse qualche frase dettata o suggerita da lui, per dare l'impressione che ogni lettera sia l'esame di ogni singolo caso. Ha trovato un poetino di provincia e un maestro di scuola. Sotto la sua guida rispondono ai casi-standard. [...] Mogli abbandonate, vergini folli, vergini sagge, femmine brutte, femmine frigide, femmine insaziabili, sessualità indefinite, dilettanti di suicidio, lettere nel sofà, rossetto sul bavero, figli dal cranio rotondo sbocciati tra fratellini dal cranio bislungo, ispiratrici che non ricevono il vaglia. Le complicazioni sentimentali non sono molte. Secondo Georges Polti le situazioni drammatiche sono trentasei. [...] Comunica, a tutti, il suo ottimismo: incoraggia a credere nell'amore, ad amare la vita, a sperare nel ritorno, a consolarsi delle fughe, ad attendere il vaglia. In certi casi smonta le teorie scientifiche correnti e in altri ne costruisce delle nuove, cancella i dubbi, riconduce la pace, toglie la benda dagli occhi, il sassolino dalla scarpa, la spina dal cuore. Insegna il grande segreto, resistere: resistere, perché si è amati anche se si è brutti, e si ama a tutte le età, e spunta un fiorellino azzurro fra le rovine, e le vicende umane si rincorrono, si cancellano, si sovrappongono: l'essenziale è attendere che la ruota della fortuna dia un giro, e il tempo capovolga la clessidra.
Ai nostri giorni è aumentata la categoria dei clienti: negozianti che vedono diminuire le vendite, genitori che hanno il figlio disoccupato, precari in attesa di stabilità, candidati speranzosi nella vittoria; motivazioni perlopiù collegate, direttamente o indirettamente, al ciclo economico. E sono aumentati anche i fabbricanti dei sogni: qualche romanziere, le varie specializzazioni in psicologia, i preti, gli affabulatori, i pubblicitari, ma soprattutto i politici: tutti a prospettare un futuro roseo e ad assolvere il passato.
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