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La vigorosa armata giallobianca papalina cammina spedita. Tutte le limitazioni sofferte dopo l'unificazione d'Italia si sono pian piano sgretolate. Tutti i suoi contestatori, vecchi e nuovi, si sono adeguati. La normalizzazione religiosa per un ritorno alle origini è in corso e nulla sembra arrestarla. L’oscurantismo confessionale intriso di dogmi bussa oramai alle porte dei più riottosi. La Chiesa cattolica, istituzione millenaria, ha nell’Italia la sua roccaforte: impossibile pensare che proprio qui sia messa alla porta e trattata, per effetto dell’uguaglianza, come la più piccola organizzazione religiosa; subendo questo affronto soprattutto per volere dei laici e, peggio che mai, degli atei. Insomma, qualcuno pensa che gli interessi dei porporati vadano mantenuti, aumentati e garantiti, come già recitano gli accordi dei primi patti lateranensi e di quelli rinnovati e ampliati da Bettino Craxi.

Non rimane allora che chiedersi come questo ritorno della casta papalina sia avvenuto. L’Italia è un paese di difficile comprensione per chi italiano non è, ma è sufficiente dare un’occhiata ai libri di storia per capirne i perché. La Chiesa ha avuto, e ha tutt’ora, i migliori esperti di "convinzione di massa" e molti opinion leader; ma da soli tali personaggi servirebbero a poco: nel frattale spazio/temporale di oggi sono dunque supportati dai politici di turno, che ne ricevono benefit in voti, e dai media, sempre più asserviti ai potentati economici. La situazione si ripete identica dai tempi dell’Impero Romano: ripetono quello che hanno già fatto, ma in chiave moderna, con l'unico scopo di ampliare il loro potere. In Europa i cattolici hanno una difficile avanzata e nei paesi totalitari come la Cina, non ne hanno affatto: il regime se ne guarda bene e li tiene distanti perché conosce la forza che potrebbe avere la cieca fede. Hanno feudi radicati in America Latina e del Nord America, in Africa e in alcuni stati europei tra cui le cattolicissime Polonia, Spagna e Francia. Tentano di allargarsi nel mondo arabo e in India. La loro visione è globale.

L’Italia non può sottrarsi al potere della casta porporata perché ospita la culla del cattolicesimo: la Città del Vaticano. L'influenza sui fedeli è straripante, basti vedere il battesimo che ricevono i bimbi in culla mentre, ad esempio, Gesù lo ricevette a 33 anni. Oggi, per far capire la propria forza e ottenere favori, la Chiesa brandisce la leva dell'enorme numero di fedeli acquisiti grazie al battesimo. Gestisce i politici omaggiati dai voti che vengono garantiti dalle controllate "associazioni armate di penna": i focolarini, le Acli, Comunione e Liberazione, Scienza e vita, Agesci e altre ancora che alla bisogna vengono chiamate in causa come la temuta Opus Dei (questa però è un congregazione religiosa ultraconservatrice che è simile alla massoneria). L'armata cattolica cresce a dismisura grazie ai proventi fiscali dell'otto per mille, dei lasciti e delle donazioni, ai cui vanno aggiunti tutti gli aiuti di Stato (esenzione dalla tassa Ici ecc.) e l’accesso anche al cinque per mille destinato alle associazioni in genere. Può bastare tutto questo? No. Oggi il clero gestisce anche una compagnia aerea e l'organizzazione "Pellegrina viaggi". E poi: scuole cattoliche private finanziate dallo Stato, ospedali finanziati dallo Stato... Il Vaticano restaura il "suo" patrimonio architettonico e artistico con i soldi dello Stato italiano e dei fedeli, ha università le quali sfornano studenti che saranno l’ossatura del Paese e dal quale percepiranno lo stipendio pronti però a dare man forte ai richiami dei porporati. Ci sarebbe da dire molto altro su quello che sono riuscite a fare le organizzazioni cattoliche con lo scambio di favori e voti che non si terminerebbe mai!

Tutto questo però non accadrebbe se alla base non ci fossero i fedeli a garantire la sopravvivenza del clero per effetto di quella che potremmo definire necessità di culto. Ma il culto, per essere necessario, va insegnato, inculcato e reso indispensabile. Pertanto i cittadini verranno battezzati, si sposeranno in chiesa ed avranno figli che per inerzia battezzeranno perché cosi fan tutti e poi perché lo dice Dio. Il retaggio è semplice ma efficace: già con il rintocco della campana si annuncia la discreta presenza nella comunità della Chiesa e questo è il primo richiamo che funge come le marcette politiche: il rito si ripete molte volte durante la giornata e non esiste nessun tipo di propaganda che si ripeta per così lungo tempo. I comizi, fatti sull’altare, prendono il nome di prediche moralizzatrici e danno le direttive da percorrere. Nelle scuole pubbliche i docenti di religione (ce ne sono solo di quella cattolica) vengono imposti dalle diocesi: la curia controlla che il loro operato verso i bambini, nuovi adepti da conquistare, vada nella giusta direzione. Le argomentazioni verso i discenti quindi sono facilmente immaginabili: in tenera età non si hanno anticorpi e si accetta il pensiero cattolico in maniera plebiscitaria. Anche l’ambiente medico e scientifico è controllato dalla Chiesa: si osservino ad esempio i detrattori della pillola abortiva Ru 486. Si è giunti persino alla scomunica per chi la usa e se ne restringe l'uso in ospedale, perché obiettori di coscienza e medici cattolici possano far desistere chi vuole scegliere questa strada (mentre nel resto d'Europa si può acquistare in farmacia). Così, un tempo i ricercatori italiani erano all’avanguardia nella sperimentazione delle cellule staminali, ma i dettami cattolici hanno impedito che la scienza si sviluppasse in quella direzione come nel resto del mondo.

Ora, altri paesi lungimiranti (che hanno accolto i nostri "cervelli in fuga" da scelte insensate) proseguono la loro ricerca sulle cellule e faranno pagare a caro prezzo i prodotti di tale ricerca a chi non ha investito in questo promettente campo. Gran parte delle donne che hanno conquistato parità di diritti con l'uomo accettano incomprensibilmente il maschilismo ecclesiastico. I dogmi religiosi vengono accettati acriticamente da gran parte dalla comunità italiana e quell’oscurantismo ideologico proprio della teologia integralista non viene più percepito come una limitazione alla propria libertà di scelta e di opinione, ma viene tollerato nella speranza che sia nel giusto quanto viene spacciato per parola di Dio. Il caso Englaro, ad esempio, è un fulgida dimostrazione dell’ottusità teologica integralista della Chiesa odierna: nessuno vorrebbe mai trovarsi nella medesima situazione, ma moltissimi hanno condannato i fatti in nome di Dio e della Chiesa.

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