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I film hanno rappresentato gli agenti segreti come uomini eccezionali in grado di compiere atti addirittura inverosimili. Nulla di più falso: i cosiddetti 007 sono soltanto dei burocrati che acquistano informazioni (da colleghi, da traditori, da pataccari). Le loro azioni non hanno nulla di romantico o di eccitante e - sostiene il demodoxalogo Francesco Bergamo nell'Informatore Economico Sociale di agosto - spesso si muovono come elefanti in una cristalleria. E in fatto di goffaggine, tra tutti primeggiano gli americani. Così, di veri agenti (pensanti) la storia dello spionaggio ne annovera pochi: qualche inglese e russo nel passato e nel presente gli israeliani.

Il personale anziano dell'albergo Hilton a Roma ancora ricorda quando arrivavano gli agenti "segreti" statunitensi: riconoscibili dall'abbondanza di champagne e dal contorno di quelle che oggi vengono definite escort. Avevano solo tanto denaro da spendere per l'acquisto di informazioni: una predisposizione comune anche tra gli agenti degli altri paesi. Così, a metà dello scorso secolo, in un bar nel centro di Roma non era infrequente vedere addetti stampa e altri personaggi dei più disparati paesi bivaccare per ore senza un apparente motivo; così come, assai spesso, in quel bar entrava qualcuno e, dopo aver dato una rapida occhiata in giro, chiedeva al barista se era già passato un tale agente segreto. Con lo stesso stile i nostri servizi di spionaggio erano soliti, non molti anni fa, avvicinare i turisti più sensibili che si recavano "oltrecortina" contribuendo finanziariamente al viaggio in cambio di una qualche informazione sul paese visitato: qualcuno descrisse i gabinetti della metropolitana moscovita, qualcun altro una fabbrica di birra e altri i prezzi della merce esposta nelle vetrine... Evidentemente gli addetti militari delle ambasciate italiane non erano soliti passeggiare per le città ove dimoravano, oppure vi sfrecciavano solo con le auto di servizio.

Come informa la citata agenzia stampa dei demodoxaloghi, la Cia sta cercando "Open Source Officer": analisti delle "fonti aperte" pubblicate all'estero, con sede di lavoro a Washington Dc, nell'area metropolitana; agenti full time in grado di sviluppare e applicare in modo approfondito conoscenze su un ampio ventaglio di mass media per identificare tendenze e modelli. Insomma, l'intelligence Usa vuole probabilmente rimpiazzare chi va in pensione o potenziare l'infiltrazione e la conoscenza di certi paesi: l'elenco delle lingue richieste scopre le carte su quella che sarà la futura strategia del dipartimento americano lasciando un fianco scoperto alle infiltrazioni dei doppiogiochisti.

Come si diceva: l'elefante tra i cristalli. Comunque, per quello che più ci interessa, le mansioni richieste dalla Cia (identificare tendenze e modelli attraverso i mass media) venivano già svolte nel 1939 (ovviamente solo sui giornali) dal controspionaggio della marina militare italiana: erano le prime indagini "inde" (indagini demodoxalogiche)! Un primato tutto italiano volutamente ignorato da chi si è asservito al vincitore.

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