PRIMA PAGINA OpinionePubblica.Com

Quando il pensiero va ai grandi attori si è concordi nell'affermare che questi artisti agli inizi della loro carriera lavorarono con i maestri dello spettacolo (Totò, Macario, Vittorio Gasmann e tanti altri) dai quali appresero l'arte della recitazione, cioè il momento e il modo di arrivare a un determinato pubblico. Tuttora la canzone napoletana trionfa in tutto il mondo per l'incomparabile melodia della musica e delle parole: un caso? No: lo spirito dei musicisti e dei parolieri partenopei ha assorbito la tradizione di quella scuola napoletana che, sino ai primi decenni del secolo scorso, aveva come maestri gli artisti più famosi ed osannati. Non è quindi un caso che le canzoni di quell'epoca siano universalmente considerate capolavori. Erano il prodotto di una scuola, anche se pochi lo sanno: una scuola che ha formato generazioni anche dopo la sua chiusura, perché l'insegnamento dei veri maestri si perpetua nel tempo.

Non solo in campo artistico, ma in tutte le attività umane per eccellere non è sufficiente l'attitudine, ma occorre aver imparato l'arte, il mestiere o la professione seguendo l'esempio dei "maestri": siano essi sommi artisti o valenti professionisti, o dei veri docenti in grado di trasmettere saperi e tecniche. Non per nulla esiste tuttora il praticantato negli ordini professionali (ingegneri, commercialisti ecc.), anche se, come nelle corporazioni medioevali, tali associazioni sembrano più portate a consolidare il potere della casta dirigente che a trasmettere conoscenza.

Una volta era diffuso l'apprendistato: il garzone di bottega iniziava con i lavori più umili, ma se aveva talento e buona volontà imparava dal principale i segreti del mestiere. Era un praticantato non retribuito, lungo e faticoso e molti giovani, che già avevano abbandonato gli studi per insofferenza, comunque non riuscivano a impadronirsi del mestiere. Ma chi era stato capace di rubare con l'osservazione (con gli occhi si diceva) l'essenzialità dell'attività intrapresa riusciva ad emergere, eguagliando o superando il maestro. Nell'intento di tutelare gli apprendisti (senza retribuzione e diritti sociali), invece di migliorare e adeguare l'apprendistato (sorto nel Rinascimento) alle moderne condizioni della società, tale istituzione fu ridimensionata caricandola di costosissimi oneri. Arrivarono così i "saputi", che senza aver mai frequentato un'attività lavorativa pretesero compensi per prestazioni inconsistenti.

Oggi, con l'alfabetizzazione di massa (ma appena al 70% della popolazione), la tv e internet, tutti si sentono capaci di sapere e svolgere attività che invece richiedono studio, preparazione e apprendistato: dallo spettacolo alla letteratura, dai mestieri alle professioni. In questo modo si consolida il potere delle varie caste che gestiscono la conoscenza e le tecniche, così come nel medioevo le signorie gestivano il potere attraverso il controllo e l'amministrazione del territorio: elargendo, di tanto in tanto, benefici e conferimenti ai bravi manzoniani più fedeli. Nella pubblica amministrazione come nella tv, ma potremmo dire in tutte le attività umane, non prevale più la professionalità basata sulla conoscenza acquisita ma quella fondata sulla furbizia: nell'evadere le tasse, compiere soprusi e raggiri, violare le leggi.

Apparire e far soldi, non importa come. Ma una società senza maestri che sappiano indicare saperi e valori non potrà sopravvivere a lungo: prima o poi sarà conquistata da altre civiltà, secondo la teoria di Carroll Quigley (riportata nel nostro corso di demodoxalogia).

RIPRODUZIONE VIETATA © Some Rights Reserved. Nelle citazioni indicare sempre: autore, "titolo", link (www.opinionepubblica.com), data di pubblicazione. Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo" versione 3.0 (Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported). La copia integrale, o quasi integrale, dei testi e delle immagini - soprattutto senza una corretta citazione della fonte - è deplorevole e comunque illegale: se si desidera riportare l'intero testo e le eventuali immagini, inserire piuttosto un collegamento alla pagina dell'articolo. Altri dettagli legali in Info e crediti. Per segnalazioni e commenti potete contattarci. Grazie.

Seguici su logo twitter