| 02 Marzo 2010
Si racconta che Adamo ed Eva vivevano felici nel paradiso terrestre; nulla mancava loro, avevano solo una proibizione: non cogliere un determinato frutto (identificato con la conoscenza o con la libera sessualità, tanto che tuttora alcune coppie osservanti copulano solo ai fini della procreazione).
Che si creda nell'indicazione sessuale religiosa, o che si creda sia un'invenzione per giustificare un tratto inconoscibile di vicissitudine umana, non si può negare che ne scaturisca una morale euristica: da sempre l'uomo non si è contentato di quanto a disposizione, ma ha voluto sempre di più; persino i bambini cercano di giocare o tenere per se l'oggetto dell'altro. Perché allora ci si meraviglia ogni volta che siamo di fronte all'ennesima tangentopoli?
E' davvero fantastico vedere autorevoli personaggi, che hanno intascato contributi per la campagna elettorale o per la loro bella faccia (tosta), sviscerarsi in atti di solidarietà verso gli inquisiti che, sino a sentenza della Cassazione, sono sempre da considerarsi innocenti. Altri invece cadono dalle nuvole: non si erano mai accorti di nulla e, come il Candido di Voltaire, credevano di vivere in un'isola felice dove tutto va nel migliore dei modi. Tuttalpiù la colpa sarebbe da attribuirsi a quel moderno serpente tentatore rappresentato dai giornalisti in cerca di scoop e magistrati bramosi di notorietà.
Occorreva l'allarme della Corte dei Conti sull'aumento di oltre il 200% annuo di corruzione, concussione e abusi d'ufficio per rendersi conto del dilagare di una cultura dell'illegalità? Qualsiasi persona o azienda che ha a che fare con la pubblica amministrazione, dagli uffici tecnici ai concorsi, dagli appalti alle promozioni e così via, si rende giornalmente conto di quanto è estesa la pratica delle tangenti o bustarelle camuffate da regalie. Piccoli gestori di esercizi commerciali o aziende familiari di ristrutturazione edile sono convocati in comune per fare offerte in occasione della festa del santo patrono o della campagna elettorale, tecnici comunali aggiungono del loro in combutta coi professionisti accreditati che gestiscono le pratiche dei clienti, e così di questo passo. Non si salvano neppure gli uffici giudiziari sottoposti a sollecitazioni e consigli sull'iter di talune indagini.
I terremoti e le frane, quali catastrofi naturali, hanno un loro epicentro, una contigua zona di rischio e un'altra, più periferica, di allarme. Se paragoniamo la società ai frattali territoriali di Benoit Maldelbrot (si veda il corso di demodoxalogia) l'analogia è evidente: come nei cerchi mossi da un sasso gettato nell'acqua, l'onda si ripete e si allarga verso la periferia. Gli affari, una volta, si svolgevano in colloqui amichevoli e riservati in discrete anticamere di Logge o di circoli, tra persone di medesimo lignaggio. Visto l'andazzo, con l'avvento della società dell'informazione, il popolo ha ritenuto interessante partecipare al banchetto, allargando il cerchio concentrico dei frattali. In sostanza, è passato dai piccoli trucchi di carte da osteria, per lucrare un bicchiere di vino, a guadagni più sostanziosi, consoni con il moderno tenore di vita. E' il progresso di una società sempre più complessa ove alla dilatazione (+) del cerchio corrisponde una minore (-) discrezione.
Ai miei tempi la scuola dipendeva dal ministero dell'educazione nazionale (non ricordo se c'era anche l'appellativo fascista, che hanno fatto bene a togliere): i giovani andavano educati considerando anche la condotta personale e sociale. Oggi c'è il ministero dell'istruzione: alfabetizzare quel tanto che basta. Con ricadute negative sulla ricerca (declassata), il rapporto studente/insegnante e giovane/società. Eppure la funzione della scuola, specie di fronte alla preponderanza della "cattiva maestra tv", ha una funzione vitale per coltivare i giovani, così come il buon agricoltore coltiva il campo estirpando le erbacce prima che invadano altri territori (frattali). Illuminante è l'articolo dell'insegnante Antonella Tennenini.
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