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Nel 1438 Johann Gutenberg inventò i caratteri mobili di stampa e tredici anni dopo stampò la Bibbia in latino: il libro più venduto e tradotto in centinaia di lingue, che contribuì a un'ampia e veloce diffusione del pensiero cristiano, prima attraverso i letterati che conoscevano il latino e poi nelle altre lingue tra i nobili e gli strati alfabetizzati della popolazione. Ma la riproduzione cartacea meccanica della Bibbia alla lunga si ritorse contro se stessa. La conoscenza e lo studio del testo, alla portata di qualsiasi pensatore, condusse nel 1517 all'affissione sulle porte della cattedrale di Wittenberg delle 95 tesi di Martin Lutero: il documento all'origine della riforma protestante e relativa secessione dall'autorità papale. Dopo poco più di mezzo secolo dal primo testo, il priore del convento di Wittenberg, docente di esegesi biblica all'università, dette sostanza alle critiche che emergevano in materia di applicazione del pensiero cristiano; in particolare i 95 punti confutavano l'invadenza del potere ecclesiastico e della spiegazione dei testi mediata dal clero, ponendo invece la priorità sulla grazia di Dio e del Cristo salvatore che illumina i fedeli.

In ogni campo, quando la conoscenza perviene alla portata di una vasta opinione pubblica i detentori del sapere iniziano a perdere il loro potere. La minore ingerenza della Chiesa romana verso i governi non fu la conseguenza di una progressiva perdita del potere temporale ma l'insorta possibilità da parte dei regnanti di interpretare autonomamente i passi della Bibbia potendo così controbattere le asserzioni dei vescovi. In effetti, ogni argomento o fatto può essere valutato sulla scorta della propria esperienza, cultura, aggregazione sociale e, persino, a seconda dello stato d'animo del momento. Se esistono opinioni diverse sul modo di condurre uno Stato (che è un atto che incide concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini), figuriamoci quante idee possono scatenarsi su temi metafisici e filosofici, impossibili da dimostrare concretamente. In questi frangenti normalmente prevale il parere dell'autorità: politica, religiosa o culturale. Se non le viene più riconosciuto il ruolo di leader in quel campo, l'autorità (papa, scienziato, presidente ecc) perde anche il potere reale, consistente in beni economici, attribuzioni di ruolo, benefici e posizione sociale.

Come arginare le contestazioni, che altro non sono che manifestazioni del pensiero non in linea con il potente di turno? Lo schema ha consolidate tecniche millenarie. Anzitutto il capo deve essere esaltato e posto al di sopra di tutti: sarà il migliore in ogni campo (dal poeta Nerone al cavallerizzo Mussolini, dal vulcanico imprenditore al Casanova del momento, sino all'illuminato interprete di testi controversi) e i sudditi dovranno avere verso di lui cieca e pronta obbedienza (come nelle religioni, nelle falange armate e nelle sette). Ogni manifestazione del pensiero non in linea con quella del capo dovrà essere bandita: come la censura fascista, l'hitleriano rogo dei libri e quello umano dell'eretico Savonarola, sino alla restrizione della libertà di stampa (anticamera al divieto di manifestare idee contrarie, come nelle dittature). Se qualche pubblicazione dà fastidio si eliminano i libri dalle biblioteche e si costringono le case editrici ad uscire dal mercato (come fu per De Carlo e Sonzogno).

Ma soprattutto c'è l'educazione e il controllo sociale: dalla nascita alla tomba. I giovani fascisti dell'opera balilla, la gioventù hitleriana, gli oratori parrocchiali, le scuole religiose o di regime, l'azione cattolica o le associazioni laiche similari e così via. I ripetuti inni, saluti al capo, discorsi e sermoni, adunate collettive e prediche ad ogni occasione. L'educazione fino dall'infanzia: con l'ora di catechismo o religione nelle scuole, con personale di fiducia e libri conformi all'imprimatur diocesano; l'obbligo della frequenza alle riunioni politiche, sindacali, della setta o alla messa domenicale; l'indottrinamento politico, filosofico o religioso con la ripetizione degli slogan; le adunate oceaniche (da De Gaulle a Peron, per citare solo due esempi) intese a esibire il consenso del popolo (dell'opinione pubblica convocata o subdolamente invitata). Per la religione cattolica, tralasciando la storia passata, citiamo il battesimo, la cresima, la comunione, la confessione, il matrimonio, l'estrema unzione e la benedizione delle case come pratica di controllo costante delle famiglie per non farle allontanare dalla parrocchia quale centro aggregatore. Come in politica con la concessione dei benefici ai fedeli del capopartito in carica.

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