| 24 Ottobre 2010
E' stato calcolato che i movimenti politici italiani sorti in questi ultimi anni siano stati intorno alla novantina, ovverosia uno ogni dieci parlamentari e proprio quando si invoca la formalizzazione costituzionale di un Parlamento bipolare, se non addirittura bipartitico. Come mai? Mentre tutti concordano sulla riduzione delle formazioni politiche queste come i funghi nascono (e per fortuna muoiono anche). E così, come proliferano le posizioni politiche vediamo aumentare le organizzazioni che, in un modo o nell'altro, fanno riferimento a vecchie e nuove religioni, oppure frantumarsi istituzioni e valori per passare alle autonomie regionali e alla revisione dei poteri statali. Come nelle famiglie: con l'aumento delle separazioni o il congiungimento di coppie diverse dalle tradizionali. Tutto è conseguenza della società in evoluzione: come nella tela di ragno, tutti i fili si congiungono al centro.
Viviamo in una società sensistica, più egoista rispetto al passato, in cui ciascuno guarda se stesso o al massimo il proprio clan o la propria famiglia, dove ciascuno cerca il proprio piacere e il proprio comodo; ma non tutta la società è così, anche se la tendenza ad essere monadi cresce in modo esponenziale. Dipende solo dalla cultura globalizzante dell'epoca o dal tipo di civiltà cui siamo arrivati attraverso il progresso scientifico? Dagli anni ottanta ho azzardato un'ipotesi in linea con la visione demodoxalogica dell'incastro territorio/popolazione/risorse umane e naturali: l'umanità ha sinora conosciuto tre grandi ere di civiltà (a loro volta articolate in diversi periodi), l'era agricola, l'era industriale e l'era tecnologica.
Poiché l'uomo è dotato di un corpo e di un'anima o di sensazioni corporali e psicologiche, oppure di esigenze materiali e fughe nella fantasia (termini che indicano tutti le stesse cose ma le differenziano a seconda dei credi religiosi o culturali), il rapporto dei due termini, in ciascun uomo, è sempre stato una sorta di conflitto appagante. Nell'era agricola l'umanità traeva dalla terra il necessario per il sostentamento corporale, ma cercava appagamento alle sue ansie rivolgendosi verso il cielo e le sue deità. Con il tempo il possedimento della terra, delle case, dei feudi ha significato prestigio, potere e riserve alimentari. La situazione è cambiata con l'avvento dell'era industriale: lo sguardo si è spostato dal cielo e dalla terra per convergere con il compagno di lavoro sui problemi della società, un'attenzione che ha generato le lotte sociali, i sindacati, l'aspettativa nel poter risolvere i problemi nella dimensione sociale e non più per la clemenza degli dei.
Ora viviamo nell'era tecnologica e ci accingiamo ad occupare quegli spazi stellari che una volta generavano timore, pertanto il nostro "Io" si sente padrone del mondo. L'appagamento della vita quotidiana, che l'agricoltore implorava rivolto all'empireo e che l'operaio aspettava dalla questione sociale, ora è nelle mani di ciascuno di noi. Ogni individuo o piccolo gruppo agisce nel proprio interesse, cercando di risolvere autonomamente l'appagamento psicologico e materiale; ecco allora la società sensistica, l'egoismo, le separazioni famigliari e sociali, le religioni fai da te e così via.
Siamo monadi collegati da reti tecnologiche. La conseguenza è la frantumazione e moltiplicazione delle idee, dei media, delle associazioni e dei movimenti politici al passo con la globalizzazione (la forcella) della tecnologia. Un effetto che si nota anche nei campionamenti; ha detto l'esperto di comunicazione Luigi Crespi: ci salvi Dio da quell'esecutivo che segue i sondaggi! (Omnibus, La7, 11 ottobre 2010). Vale a dire che la frantumazione è ormai così vasta che l'opinione pubblica non può più essere sondata con i metodi tradizionali: i risultati non corrisponderebbero alla realtà generalizzata. In quel caso potremmo parlare di "opinione sociale" aggiunge Mascia Ferri, autrice di varie ricerche sulla cosiddetta opinione pubblica.
RIPRODUZIONE VIETATA © Some
Rights Reserved. Nelle citazioni indicare sempre: autore, "titolo", link (www.opinionepubblica.com), data di pubblicazione. Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo" versione 3.0 (Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported). La copia integrale, o quasi integrale, dei testi e delle immagini - soprattutto senza una corretta citazione della fonte - è deplorevole e comunque illegale: se si desidera riportare l'intero testo e le eventuali immagini, inserire piuttosto un collegamento alla pagina dell'articolo. Altri dettagli legali in Info e crediti. Per segnalazioni e commenti potete contattarci. Grazie.

